Rivoluzionare l’Industria del packaging con una plastica biodegradabile e idrosolubile: la storia di Relicta

In questo nuovo appuntamento dello Scientifica Journal vogliamo raccontarvi la storia di una delle start-up nel nostro portfolio: Relicta – Innovation of Packaging
Insieme ad Andrea Farina, CTO della start-up, ci addentreremo nei processi di ricerca e sviluppo che il team sta portando avanti ed analizzeremo insieme le sfide e i successi che hanno affrontato.
Relicta, nasce nel 2020, da un gruppo di 5 co-founder determinati a cambiare il modo in cui si pensa alla plastica: Davide Sanna, Andrea Farina, Giovanni Conti, Mariangela Melino e Matteo Conti.
La loro tecnologia rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare che ci consentirebbe anche un enorme balzo in avanti nella lotta contro l’inquinamento plastico dei nostri mari e dei nostri oceani.
Andrea può spiegarci come?
Il team di Relicta, ha sviluppato un film di bioplastica innovativo, ottenuto dalla conversione dei sottoprodotti della lavorazione dell’industria ittica, che è biodegradabile, compostabile e completamente solubile in acqua.
Questo film, avvolto in bobine, è facilmente integrabile nelle soluzioni di packaging sostenibile ed offre un’alternativa ecologica ed efficace alla plastica convenzionale.
E per fare tutto questo quali sono stati i maggiori scogli da superare a livello tecnico/scientifico?
La principale sfida che abbiamo dovuto affrontare è stata dimostrare la fattibilità industriale della produzione della bioplastica, in quanto per la filmatura del materiale “Relicta” non utilizziamo la convenzionale tecnica di estrusione ma la tecnica di solvent casting, invece usata in altri settori. Per superare questo ostacolo, Relicta ha svolto test presso aziende specializzate nella tecnica di solvent casting, che si è rivelata cruciale per la produzione della nostra bioplastica.
Possiamo suddividere il lavoro di ricerca e sviluppo di Relicta in tre parti fondamentali.
In primo luogo, l’azienda è impegnata nella fase di estrazione della materia prima dai sottoprodotti del pesce, passando da un metodo chimico a uno biochimico.
Successivamente si concentra sull’ottimizzazione della miscela da filmare, al fine di calibrare le caratteristiche meccaniche, di barriera e di macchinabilità del film.
Infine, si ottimizza la filmatura industriale per garantire standard di produzione e di mercato elevati.
E oggi a che punto è Relicta? Ci sono già delle strategie future?
Stiamo pianificando di investire in un impianto pilota di filmatura di proprietà, in modo da garantire maggiore controllo e flessibilità.
In questa prima fase, abbiamo deciso di esternalizzare la produzione ad aziende terze, ma ci stiamo rendendo conto che questo comporta tempistiche di produzione dilatate, costi elevati e scarsa flessibilità nella messa a punto delle bobine. E tutto questo influisce sulla possibilità di fornire alle aziende interessate a testare il nostro materiale delle bobine campione da poter inserire nei propri macchinari di confezionamento, così i prossimi step riguardano la chiusura di 3 PoC con aziende target ed il successivo investimento nell’impianto pilota di filmatura industriale.
Con una tecnologia rivoluzionaria e un impegno costante verso l’innovazione, Relicta promette di cambiare il volto dell’industria del packaging, offrendo soluzioni sostenibili per un futuro migliore.
Dopo questa interessante testimonianza di Andrea Farina e quest’ insight sulle modalità di sviluppo del prodotto in ambito start-up continuate a seguirci, perchè proseguiremo insieme esplorando con l’aiuto degli innovatori che intervistiamo, i confini della scienza e dell’innovazione.
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