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7 Febbraio 2025

Fare ricerca nel campo dei materiali sostenibili per l’energia: l’esperienza del Professore Federico Bella

Intervista al professor Federico Bella, esperto in fondamenti chimici delle tecnologie al Politecnico di Torino.

In questa nuova puntata dello Scientifica Journal abbiamo incontrato il Professore Federico Bella, docente di Fondamenti Chimici delle Tecnologie presso il Politecnico di Torino.

Il Prof. Bella ha intrapreso un “viaggio accademico” che lo ha portato a contribuire in modo significativo alla ricerca sull’utilizzo di materiali sostenibili per dispositivi energetici.

Ma scopriamo più nel dettaglio il suo incredibile lavoro.

Salve Professor Bella, grazie del suo tempo. Può raccontarci qualcosa in più sul suo background accademico e come ha avuto inizio la sua carriera?

Salve, io sono un chimico industriale con un dottorato di ricerca in dispositivi elettronici. La mia carriera nella ricerca scientifica ha avuto inizio nel 2012 in un laboratorio accademico, dove uno dei miei primi lavori riguardava il fotovoltaico ibrido e lo studio e la ricerca di nuove tecnologie basate su materiali polimerici che ne potessero aumentare la sostenibilità e la durabilità.

E nel corso degli anni si è specializzato anche in altri ambiti di ricerca o è rimasto legato alla scienza dei materiali?

No, devo dire che la mia attività di ricerca ha sempre riguardato i materiali sostenibili per i dispositivi energetici.

Ho iniziato con le celle solari per poi estendere il mio lavoro a batterie, supercapacitori e celle elettrochimiche. L’aspetto che più mi intriga del mio lavoro riguarda il recupero di materiali a partire da rifiuti o da biomasse e il conseguente dar loro nuova vita in sistemi per la produzione e lo stoccaggio dell’energia. Questo approccio non solo contribuisce alla sostenibilità ambientale, ma apre nuove frontiere nella gestione dei rifiuti e nell’economia circolare.

Molto interessante! Rispetto ai progetti attuali ci può raccontare su cosa sta lavorando?

Attualmente io e il mio gruppo di ricerca siamo impegnati su diversi fronti, uno tra questi riguarda lo sviluppo di batterie al potassio.

Si tratta di una tecnologia veramente promettente in quanto unisce buone prestazioni e costi contenuti ed inoltre rappresenta una soluzione ideale per lo stoccaggio dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico.

É uno studio che rappresenta una grande sfida da vincere, soprattutto per quello che riguarda la chimica del potassio, ma l’impatto di questa tecnologia sarebbe molto forte.

Se dovesse ripercorrere la sua carriera qual è stata l’esperienza o la scoperta più gratificante per lei?

Beh sicuramente non posso non menzionare quando ho partecipato alla ricerca sul fotovoltaico a perovskite, tema che ha riscosso molto interesse circa un decennio fa.

Un lavoro congiunto tra atenei italiani, svizzeri e statunitensi che mi ha portato alla pubblicazione di un articolo sulla nota rivista “Science” all’interno del quale si dimostrava che una cella solare in perovskite era più efficace e stabile rispetto alle altre celle solari e maggiormente resistente a smog e ad altri eventi atmosferici.

Questo lavoro per me è stato un grande traguardo di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica.

A questo punto le chiediamo qual è, secondo lei, l’elemento essenziale per avere successo nel campo della ricerca scientifica?

Il mondo della ricerca è sicuramente un ambiente altamente competitivo e con un alto grado di incertezza, accettare ciò è fondamentale.

Avere la capacità di perseverare di fronte a risultati imprevedibili, anche quando gli esperimenti non ci forniscono le risposte sperate. Bisogna essere pronti a reagire e a non lasciarsi spaventare, in questo sicuramente la passione per quello che si fa aiuta molto.

Concludiamo con una domanda: come si fa a mantenere viva la passione per la ricerca nonostante le sfide?

La ricerca è da sempre connessa all’evoluzione della società. Pensiamo per esempio all’auto elettrica, 12 anni fa, quando ho iniziato, un veicolo elettrico alimentato a batterie al litio era un concetto molto lontano, ora le aziende che le producono non riescono a far fronte alla domanda di mercato. Ciò è stato possibile grazie a un intenso lavoro di R&D nel campo della chimica, dei materiali e dell’elettronica.

La capacità di affrontare nuove sfide con entusiasmo e innovazione è fondamentale per il progresso scientifico.

Grazie Professor Bella è stata davvero una chiacchierata interessante!

Grazie anche a tutti i lettori per averci seguito in questo nuovo appuntamento con lo Scientifica Journal.

Restate sintonizzati per altre interviste esclusive e approfondimenti sul mondo della scienza e del progresso tecnologico.

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